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18 Giugno 2026
INNOVAZIONE: TOSCANA APRIPISTA TECNICHE GENOMICHE (TEA) CON PRIMA VITE DI SANGIOVESE

La Toscana del vino apripista delle nuove tecnologie genomiche con la prima vite di Sangiovese. La piantina del vitigno simbolo della viticoltura Made in Tuscany sta crescendo nei laboratori del CREA di Conegliano Veneto grazie ad un progetto di ricerca sperimentale promosso da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve di Udine ed il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. Le prime applicazioni in campo sono previste dalla primavera del 2027. Il via libera nelle scorse ore del Parlamento UE al regolamento NGT (New Genomic Techniques) rappresenta una svolta epocale per l’agricoltura e premia il lavoro fatto sin qui da Coldiretti che con l’innovativa ricerca sul Sangiovese gioca d’anticipo dando una risposta concreta alle aziende vitivinicole e ad un comparto che genera oltre 1 miliardo di euro di valore alla produzione. “Le nuove tecniche genomiche sono un’innovazione strategica per la sopravvivenza dell’agricoltura. – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani - In uno scenario sempre più complesso dal punto di vista climatico, sanitario e geopolitico guardiamo con grande fiducia alle nuove tecnologie che la ricerca mette a disposizione delle imprese. La Toscana, in questo senso, farà la sua parte: la prima varietà di Sangiovese sarà capace di adattarsi a questo nuovo scenario. E’ un passo in avanti che apre la strada a nuove opportunità per le imprese agricole”.

Non si tratta di una nuova specie ma di una evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte dell’ottimizzazione dei costi e della riduzione degli agrofarmaci, contribuendo anche a diminuire la dipendenza dall'estero. La portata di questa ricerca è collegata all’importanza vitale della varietà sangiovese per la viticoltura tricolore: il Sangiovese è il vitigno più diffuso in Italia, rappresenta oltre il 60% della superficie vitata. Da questa varietà derivano 7 bottiglie su 10 del vino toscano attualmente in commercio. Lo stato di avanzamento della ricerca era stato presentato in anteprima all’ultima edizione del Vinitaly a Verona accendendo la curiosità e l’interesse del mondo del vino presente al salone che guarda con grande attenzione al progetto di Coldiretti Toscana.

Il percorso di ricerca, sviluppato nell’arco di tre anni anche grazie al sostegno dell’Università di Udine e al coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno, rafforza il ruolo della Toscana come territorio all’avanguardia nell’innovazione vitivinicola e dimostra come la ricerca pubblica possa offrire risposte operative alle esigenze del mondo agricolo.

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